I presupposti
RuvidaStampa nasce da un collettivo di giovani stampatori, qualcuno di loro con il pallino dell’arte e qualcuno con quello dell’intelligenza artificiale, ma soprattutto per niente convinti che le due cose possano andare a braccetto.
Ma chi ha detto che debbano per forza andare d’accordo?
Non ci schieriamo a favore del progresso, ma schierarvisi contro non è la battaglia in cui vogliamo spendere le nostre energie, nemmeno in quella che vede AI VS Arte.
Se la storia ci ha insegnato, ogni invenzione, col tempo, trova uno spazio vuoto in cui sistemarsi, se ce n’è, anche se il sentimento iniziale è il timore tipico per il ‘diverso’: che ci derubi di qualcosa.
Ma siamo davvero sicuri che lo spazio vuoto che la generazione di immagini tramite AI vuole occupare sia l’arte? Sembra presto per dare una risposta.
Secondo la scienza la natura genera elementi in modo semi-casuale, vincolato e auto-organizzativo, con un equilibrio costante tra ordine e imprevedibilità, e soprattutto l’uomo non ne ha alcun controllo.
Potremmo utilizzare questi aggettivi anche per descrivere la generazione di immagini attraverso AI o meglio, quello che ci spaventa di questo sistema.
Dal libro Menti Parallele di Laura Tripaldi
Nella nostra esperienza dei materiali che ci circondano abbiamo sempre a che fare soltanto con l’interfaccia che essi costruiscono con noi. Stiamo toccando solo la superficie delle cose, ma si tratta di una superficie tridimensionale e dinamica, capace di penetrare sia all’interno dell’oggetto che abbiamo di fronte, sia all’interno di noi stessi.
Cosa facciamo
La stampante utilizzata per realizzare le opere di RuvidaStampa ha la capacità di stratificare l’inchiostro dove si vuole e di posizionare in modo selettivo il lucido o l’opaco. Ci siamo accorti che ciò che riesce a fare molto bene è una simulazione fedele di texture materiche il che ci ha destabilizzato: perché stampare una riproduzione di colore acrilico su tela se possiamo stendere del colore acrilico su tela?
ll paradosso continua a crescere esponenzialmente con la generazione, attraverso l’AI, di copie del reale.
Abbiamo deciso quindi di muoverci dentro a questo paradosso: vogliamo riprodurre in stampa texture che rimandino a qualcosa di reale ma, che cosa fossero prima di essere stampate, questo nessuno può dirlo con certezza, possiamo solo essere certi della sua rappresentazione.
Per fare questo abbiamo deciso di ricercare artisti che lavorino con le tecniche più diverse e che vogliano misurarsi con questo mezzo. Attraverso una reale collaborazione cercheremo di capire insieme quale può essere la potenzialità di ogni texture e ci impegnamo ad ottenere un risultato stampato che, non solo renda giustizia alla materia originale, ma che diventi una vera e propria opera di senso.


